Cerca nel blog

venerdì 29 ottobre 2010

Disegnare con gli occhi di Leonardo Da Vinci

Leonardo da vinci sottolineò come il disegno fosse alla base del dipingere e dell'apprendere l'osservazione della realtà.Per il maestro disegnare andava oltre il semplice illustrare era la chiave per comprendere l'atto creativo e la creatività. Quindi imparare a disegnare rappresenta il modo migliore per affinare le capacità di vedere e creare.

Molte persone sono restie a cimentarsi nel disegno perchè convinte di "non essere artistiche": lo so bene perchè ero una di loro. Sono cresciuta pensando: "non so disegnare, non sono un'artista" e per molti anni questa convinzione ritrovava la sua puntuale conferma ogni volta che prendevo foglio e matita.

Le sette affermazioni che seguono, derivano direttamente dagli insegnamenti di Leonardo da Vinci e vi spiegheranno perchè anche voi siete degli artisti:

1. SAPETE DISEGNARE ANCHE VOI. Chi sa Vedere, sa Disegnare. Disegnare è semplice, naturale, divertente e spontaneo. Come per qualsiasi altra capacità, è necessario avere il desiderio di imparare, la concentrazione, la pratica e soprattutto la pazienza di ottenere il risultato desiderato.

2. LO SCOPO DEL DISEGNO E' LA SCOPERTA. I disegni di Leonardo sono il riflesso dei suoi esperimenti di osservazione della realtà, dei tentativi di scoprire la natura delle cose. L'approccio al disegno dovrebbe avvenire con questo piacevole senso di futura scoperta.

3. DISEGNATE PER VOI STESSI. Leonardo non disegnava per far piacere agli altri ma perchè piaceva a lui e, giudicando dal fatto che la maggior parte dei suoi disegni è contenuta in voluminosi quaderni di appunti non pubblicati, attribuiva alla fase del disegno il valore maggiore. Il maggior piacere nell'atto del disegno lo si ricava quando si impara a lavorare per sè stessi.

4. E' POSSIBILE CHE NON CONOSCIATE REALMENTE IL VERO ASPETTO DELLE COSE. Per scoprire qualcosa di nuovo, è necessario essere disposti ad allentare la presa sul vecchio. Uno dei maggiori ostacoli al disegnare è lo schema mentale "dell'assomiglia a", che viene sviluppato per dare un nome a tutto ciò che si vede. Quando guardiamo ciò che ci circonda non le osserviamo più con immensa e profonda attenzione perchè nella nostra mente è già stata associata un'immagine sufficientemente definita. Provate a fermarvi un momento ad osservare il Palmo della vostra mano (dal detto "lo conosco come il palmo della mia mano")..non notate nulla di nuovo? Forse vi accorgerete di sottili linee e sfumature di colore che non avevate mai notato prima o che il tempo ha aggiunto durante la vostra "convinzione d'immagine mentale". Guardate ora l'altra mano...notate differenze? Sono questi gli elementi che vanno persi quando si preme il tasto mentale automatico del "replay", anzichè osservare attraverso l'esperienza diretta, tendiamo a osservare attraverso il ricordo.

5. METTETE DA PARTE IL SENSO CRITICO QUANDO VI ESERCITATE A DISEGNARE. Il senso artistico che tutti hanno innato può rivelarsi molto utile quando si deve decidere quali opere includere nella propria mostra, ma per il principiante lo spirito critico è prematuro. Per di più, gli artisti che hanno già maturato esperienza sanno bene che la sospensione di ogni giudizio critico durante il processo creativo è essenziale.Mentre disegnate rinunciate temporaneamente all'etichetta di Bello e di Brutto.

6. GLI INSEGNAMENTI E GLI STUDI AIUTANO. Quand'è stata l'ultima volta che avete seguito una lezione di educazione artistica? A meno che non siate molto giovani, scoprirete che le avete lasciate nel passato. La maggior parte delle tecniche di disegno sono semplici e di facili apprendimento, tuttavia richiedono almeno qualche cenno di spiegazione. Quindi, la ricetta per seguire con successo il disegno è questa: assumente l'atteggiamento positivo di chi sperimenta, aggiungete una dose di concetrazione, una di pratica, tutti gli elementi unici della vostra espressività e se potete affidatevi a consigli e guide che vi condurranno gradualmente a sviluppare le capacità e accrescere il piacere.

7. DISEGNARE SIGNIFICA AVERE UNO SGUARDO NUOVO PER TUTTA LA VITA. Gli artisti affermati, sono da sempre alla perenne ricerca della spontaneità primitiva e della mente inesperta. Se non disegnate da molto tempo, l'artista che è in voi queste caratteristische di giovinezza creativa, le avrà spontaneamente. La vostra "mente inesperta" renderà questo processo esplorativo ancora più interessante e naturale. Siate pazienti con voi stessi e ricordate che i disegni che eseguite oggi sono gli indicatori del vostro progresso di domani.

Vania Tamburini
bibliografia di riferimento:  Pensare come Leonardo di M.J.Gelb

giovedì 28 ottobre 2010

Idea grafica del giorno: Dettagli disegnati a mano.

Anche se utilizziamo al meglio il miglior programma di grafica e/o elaborazione fotografica, la bellezza del disegno a mano libera è difficilmente raggiungibile con la computer art, il web design, la grafica vettoriale  ecc...
Questa affermazione và considerata per due ragioni:
1. non bisogna per forza escludere una cosa per l'altra, è possibile creare un lavoro originale dall'unione delle due forze
2. non occorre essere artisti sorprendenti del disegno a mano libera per creare dettagli convincenti e gradevoli con la matita e la carta. Le imperfezioni ed i difetti rendono il vostro lavoro unico e originale, non vanno esclusi a priori dal vostro indice di gradimento.

Provate quindi ad unire schizzi di disegno e anche scarabocchi ai vostri lavori per renderli più completi e originali. Un metodo interessante può essere quello di disegnare forme semplicissime con diverse tipologie di matite, carboncini, sanguigne su supporti cartacei differenti. Utilizzate uno scanner per riportare in digitale le vostre creazioni e prima di inserirle nell'opera che state procreando, dategli una bella ripulita sfruttando pennelli, gomme, e strumenti tipici del fotoritocco, oppure modificate eventuali imperfezioni della carta o del colore, regolando contrasti e livelli di esposizione.

Vania Tamburini

mercoledì 27 ottobre 2010

Trucchi Photoshop: Effetti di Luce nei punti giusti

Uno dei filtri più interessanti della libreria Photoshop è Effetti di Luce (lo trovate in filtri>rendering). Purtroppo la finestra di anteprima non rende giustizia alla precisione con cui a volte è necessario sfruttare questo filtro.
Il consiglio pratico per un uso preciso dell'effetto è quello di creare un livello superiore al livello su cui vorremmo inserire il filtro in questo modo:
1. creare un nuovo livello gerarchicamente superiore a quello su cui si vuole applicare l'effetto di luce
2. Con il nuovo livello attivo scegliamo, dal menù Modifica, l'opzione Riempi di Bianco100%
3. Applichiamo il filtro Effetti di Luce su questo livello
Ora con lo strumento sposta o con le opzioni di Trasformazione libera (sempre dal menù Modifica) possiamo posizionare il nostro effetto nel posto giusto dove desideriamo che stia.

Il nero del nuovo livello disturba una zona dell'immagine? Provate a cancellarla in questo modo.
1. con lo strumento Selezione tracciate l'area dell'effetto che volete mantenere visibile
2. con il click destro scegliete l'opzione sfuma e da una percentuale di sfumatura in base all'esigenza delle scena totale
3. con il click destro scegliete l'opzione inverti selezione
4. premete il tasto canc quante volte occorre per eliminare la parte del nuovo livello che ritenete in esubero.

Altri effetti interessanti possono essere trovati utilizzando su questo nuovo livello, diverse metodologie di fusione livello (dal menù palette Livelli).

Vania Tamburini

martedì 26 ottobre 2010

Grafica: come alleggerire l'effetto di un filtro

Durante un fotoritocco o una creazione grafica in cui è stato applicato un filtro, è possibile desiderare che questo abbia una cadenza meno pesante (o più influente) sull'opera a cui stiamo lavorando. Dopo aver applicato il filtro, (in photoshop) troverete, nel menù Modifica, la funzione Dissolvi.
Attivandola , sarà possibile modificare il grado di opacità e il metodo di fusione del filtro applicato..

Vania Tamburini

lunedì 25 ottobre 2010

Crea un logo utilizzando forme e filtri

Per creare un logo interessante è sufficiente avere una buona idea e conoscere qualche strumento base dei programmi di fotoritocco più conosciuti.
Un'idea per essere buona non deve per forza essere complessa e strutturata, a volte un buon logo può essere dato da semplici forme e giusti abbinamenti di colore e filtri. A volte abbiamo talmente tante buone idee nella testa che è difficile scovare quella giusta, provo a suggerirvi alcuni passi base per poter costruire un logo...applicatele e personalizzatele a piacere:

1. Partiamo dalla scritta. Se già non è in vostro possesso componetela utilizzando colori e caratteri che più si avvicinano al vostro stile (consigli su i font li vedremo nei prossimi articoli visto che meritano un capitolo a sè stante)

2. Aggiungiamo la forma.  Programmi come Photoshop e Gimp mettono a disposizione un'ampia libreria di forme già impostate. Le troverete facendo click sulla freccina di menù dello strumento Forma Rettangolare e scegliendo Forma Personale. Se sfogliando queste librerie non ce ne sono che fanno al caso vostro, create una forma semplice con lo strumento Penna oppure utilizzando una somma delle forme geometriche fornite dal programma. (molte forme sono scaricabili gratuitamente da siti come www.smashingmagazine.com ). Se non avete un'idea precisa del disegno, fate in modo che la vostra forma abbia pochi lati alcuni lineari , alcuni curvi e personalizzela con irregolarità.

3. Scelta e creata la forma decidiamo i colori con cui riempirla. Se il Testo utilizzato al punto ha già una linea precisa di colore, provate a riprenderla almeno in una parte della forma creata. Una forma è solitamente composta da Traccia e Riempimento. I due colori possono essere distinti e la traccia può avere diverso spessore. In Photoshop il riempimento lo si sceglie nell'iconcina di sinistra della palette livelli del livello Forma attivo. La traccia la si crea facendo doppio click sull'icona di livello della palette livelli, e scegliendo Stile Livello>Traccia. Se l'elemento Traccia modifica di molto la forma iniziale scegliete l'opzione Interna (si trova fra le opzioni della finestra di dialogo della traccia) per vedere si è preferibile.



4. Giocare con gli stile livello. Prima di dare l'ok per la traccia teniamo ancora un pò aperta la finestra di dialogo relativa agli stile livello e proviamo a dare un tocco in più alla nostra forma. Scegli Ombra interiore. Imposta l'opacità al 43%. Deseleziona il check-box Usa Luce Globale, usa un grado a 78°,13px di Distanza, 16px di Dimensione. Scegli Bagliore Interno. Cambia la modalità di fusione su Moltiplica; l'opacità a 62%, clicca sulla palette dei colori e scegli Nero. Imposta 27px di dimensione. Ora dai l'ok.
5. Dalla palette Livelli fai click destro sul livello Forma attivo e scegli l'opzione Duplica livello. Sul nuovo livello disattiva tutti gli stili livello ereditati. Fai click sull'icona della palette tenendo premuto il tasto CTRL in modo da caricare una selezione che segua perfettamente il tracciato della tua forma.
6. Vai sul menù Filtri e naviga fra le gallerie per scegliere il più adeguato alle tue esigenze. Noi abbiamo scelto Pattern Mezzetinte dal menù Inserisci Trama. Dato l'ok scegli come metodo di fusione livello (in alto a sinistra della palette Livelli) Moltiplica.
7. Ripetete la stessa operazione con colori differenti per altre parti della forma totale. Eventualmente utilizzate altri filtri o altri metodi di fusione livelli e divertitevi a duplicare la forma, invertirla, rifletterla e riportarla in diverse posizioni intorno alla scritta.

 8. Tocchi di classe finale? Si!!! I tocchi finali solo la ciliegina sulla torta, a logo concluso potete sistemare le cose che non vi stanno a genio, potete fare un giro della stanza e risedervi davanti al monitor e vedere se l'occhio è soddisfatto del lavoro oppure no. Se la risposta è SI è possibile aggiungere effetti di riflessioni o ombre o quant'altro e rendere il vostro logo più dolce o più duro rispetto la vista attuale.


9. Non dimenticate il contesto in cui esso deve stare, in base alla location principale esso dovrà assumere determinate finezze o dimenticarsi di certi colori.

altri tuturial li trovi qui: www.ombreinluce.it/tutorial
Vania Tamburini

venerdì 22 ottobre 2010

Crea un logo con effetto vetro


Se desiderate dare al vostro logo un effetto vetro potete procedere così:

1. aprire il file con la superficie vetrosa a cui il vostro logo và appoggiato:


2. in un nuovo file inserite il vostro logo dandogli le dimensioni esatte che dovrà avere sulla superficie e salvarlo in psd:
3. tornare al file della superficie e selezionare l'area in cui il logo và applicato (le dimensioni della selezione devono corrispondere a quelle del file appena creato):
4. scegliere dal menù filtro>distorsione>vetro e caricare il file psd del punto 2. Muovete i cursori del ridimensionamento portandoli al 100% e modificare la sfumatura in base all'esigenza.
5. il logo ora è tutt'uno con il vetro:



Vania Tamburini

giovedì 21 ottobre 2010

LOGO PER GIULIA

vuoi che creiamo il tuo logo gratuito? segui le istruzioni qui: TI-LOGO 
Vania Tamburini

mercoledì 20 ottobre 2010

Maschere di livello: unire due tessuti

In questo mini-tutorial impariamo ad utilizzare le maschere di livello per unire due tessuti.
L'obiettivo è suggerirvi in 3 step le basi per costruire un wallpaper interessante (se avete voglia di condividere i vostri wallpaper su questo blog inviatemi una email qui: vania.tamburini@ombreinluce.it ).
Io ho utilizzato Photoshop CS3 ma le istruzioni possono essere eseguite anche con Gimp o con qualsiasi programma che permetta l'elaborazione a più livelli e la costruzioni di Maschere di livello.

1) Scegliere due tessuti che siano adatti all'occorrenza e inserirli su due livelli distinti nel vostro file (dimensioni e risoluzione sono di vostro libero arbitrio, sceglietele in base alla qualità delle immagini in vostro possesso e sopratutto a cosa ne dovete fare in output alcuni consigli sulle dimensioni qui).


2) Al livello superiore applichiamo la maschera in questo modo: menù LIVELLI>MASCHERA DI LIVELLO>MOSTRA TUTTO.

3) Con la maschera di livello attiva (l'iconcina creata che si trova nella palette dei livelli deve essere bordata) scegliamo lo strumento Sfumatura, controlliamo che le impostazioni della palette colori siano Bianco per il primo piano e Nero per lo sfondo (o viceversa) calcolando che le Maschere "ragionano" (perchè anche loro RAGIONANO) in scala di grigi. Ora sul canvas trasciniamo il cursore creando una sfumatura. I chiari (bianco e tonalità di grigio chiaro) mostrano l'immagine. Gli scuri (nero e tonalità di grigio scuro) la nascondono.

4) Ecco svelato il meccanismo "maschera di livello". A questo punto non vi resta che giocare con le diverse tipologie di sfumature (lineare/angolo/riflesso/rombo/...), con diverse angolazioni e anche con l'intensità del bianco e nero (cliccando sulla barra della sfumatura e sposando il cursore si modificherà l'intensità oppure potrete aggiungere altri cursori).
Date sfogo alla fantasia.

Vania Tamburini

martedì 19 ottobre 2010

iGoogle come possibile strumento didattico! Perchè no?

Che sono un'amante dei prodotti Google ormai è risaputo! Non riesco a immaginarmi un campo dove essi non possano essere utilizzati con affascinante successo. 
Pensiamo al campo didattico, specialmente Universitario. Ore e ore di fila in Segreteria per prendere e compilare un foglio. Ore e ore a navigare sul sito della tal facoltà che spesso porta ovunque ma mai dove vuoi arrivare. Ore e ore perse a inseguire un prof con i suoi pazzi orari, o a passare e ripassare e strapassare davanti alla bacheca per vedere i calendari delle lezioni, le votazioni, gli esami, gli elenchi, TUTTO.

Molte università da un paio di anni a questa parte hanno attivato il servizio Mydesk per gli studenti di diverse facoltà, soprattutto quelle che non prevedono l'obbligo della frequenza. Mydesk si lega a un prodotto Google: desktop. Permette gratuitamente di creae una scrivania virtuale on.line con cui puoi aggiornare e condividere documenti (di testo, fogli di calcolo, presentazioni, calendari...) in tempo reale senza spostamenti fisici e in maniera più immediata rispetto la comune email.
Questo "cogliere l'opportunità del prodotto Gratuito"  ha permesso di facilitare la comunicazione fra Segreterie e Studente. Non solo, docenti e studenti hanno appreso dell'esistenza di questo servizio e lo hanno sfruttato anche in altri contesti portandolo nella loro quotidianità virtuale. 

Ma se il prodotto desktop di Google rende magico il servizio di Segreteria/Studente/Comunicazione/Docente, perchè non provare a spostare la magia anche sul piano prettamente didattico?
A tal scopo si presterebbe molto bene il servizio iGoogle.
iGoogle altro non è che una personalizzazione della homepage di Google, dove inserendo piccoli gadgets si può tenere alla portata di click: video, foto e tutti gli strumenti di uso quotidiano...dalla calcolatrice, al collegamento YouTube, dal semplice blocco note a sofisticati programmi di calcolo. I sucitati Gadgets sono piccolissimi (piccoli per occupazione di schermata non certo per prestazioni) software facilissimi da creare, uplodare e condividere con l'intero web. 
A dire il vero iGoogle permette di creare non una sola pagina ma più schede suddivise per argomento e contenenti gadgets a tema scelti dall'utente.
A dire il vero ognuno di noi potrebbe condividere con i propri amici o con il mondo intero, tutte le schede. 
A dire il vero è molto Utile.

Allora mi chiedo: e se gli insegnanti di un determinato corso costruissero schede contenenti  gadgets relativi alle loro lezioni (per esempio gadgets contenenti tutorial, lezioni teoriche, video, slide ed esercitazioni)? 
Potrebbero condividere poi queste schede con gli studenti! Ogni studente potrebbe aggiungere a questa scheda altri gadgets utili all'argomento e proporlo condividendolo al prof o agli altri studenti!  
Le esercitazioni potrebbero essere eseguite direttamente su gadgets e rinviate al prof per la correzione!
Potrebbe+potrebbe=pulce nell'orecchio!
Con la pulce nell'orecchio non so stare e così ho voluto sperimentare questa cosa con un VERO docente universitario e il suo corso e i possibili vantaggi sono riassunti qui: iGoogle: GadgetPerLaDidattica.
Che ne dite?
trattero ancora di questo argomento con il tag iGoogleDid

Vania Tamburini

lunedì 18 ottobre 2010

Crea un pattern personalizzato!!!

In Archittettura e nel Design, il termine PATTERN indica la ripetizione geometrica di un motivo grafico su un piano.
Creare un pattern è molto semplice con Photoshop (versioni dalla CS in poi) vediamo come:
1. Apri un file e inserisci nel canvas l'immagine che desideri trasformare in un pattern.

2. Con lo strumento selezione Rettangolare crea un contorno intorno all'immagine.Dal menù MODIFICA scegli l'opzione DEFINISCI PATTERN.

3. Comparirà una finestra che ti chiede di definire il nome che vuoi dare alla tua creazione.

4. Dal momento in cui premi ok nella libreria hai inserito un nuovo pattern. Ora puoi provarlo: crea un livello colorato; vai  su Stile Livello (doppio click sull'icona livello interessato dalla palette dei ivelli) e Sovrapponi Pattern. Scegli il TUO e clicca ok.


5. Lo sfondo si riempirà di tante immagini ripetute. Con i pattern è possibile creare molte cose...

...via libera alla fantasia
Vania Tamburini

il formato pdf dell'articolo lo trovi qui: tutorial gratuiti
altri Tutorial Gratuiti li trovi qui: www.ombreinluce.it

giovedì 14 ottobre 2010

Crea un logo con le maschere di ritaglio

A volte non è necessario utilizzare strumenti complessi o elaborazioni particolari per creare un buon logo. Bastano pochi passi, e lo strumento MASCHERA DI RITAGLIO.

Questo strumento (disponibile in molti software di elaborazione grafica e ritocco come Gimp o Photoshop) permette di intagliare una scritta (potete utilizzarlo anche per forme e immagini) per unire il suo contorno a un'immagine di sfondo.
Vediamo come.
1. Scegli uno sfondo interessante che vuoi che faccia da TRAMA alla tua scritta. Crea la scritta su un livello separato, utilizzando un colore a tinta unita come il bianco

2. Trascina il livello scritta sotto il livello sfondo (nella palette livelli)

3. Sulla palette livelli fai click destro sull'icona di sfondo e scegli l'opzione MASCHERA DI RITAGLIO

4. Voilà! La scritta e lo sfondo si sono uniti e formeranno una scritta che avrà come CONTENUTO lo sfondo. Ora con lo strumento sposta e il livello sfondo attivo puoi spostare l'immagine di sfondo dentro la maschera di ritaglio fino ad ottenere la trama che preferisci.
5. Puoi creare effetti come ombre, nuove forme colorate e rilievi sui livelli inferiori..tutti saranno influenzati dalla maschera di ritaglio.


Esperimenta i tuoi loghi e se li vuoi condividere su questo blog manda un'email a vania.tamburini@ombreinluce.it con oggetto: HoCreato

Non dimenticare nome o dati che vuoi rendere pubblici (siti, email, soprannomi...quello che vuoi).

Vania Tamburini

Dizionario dei formati grafici

in questo articolo descriverò in dettaglio i formati grafici più diffusi. Per ogni formato descriverò il carattere generale, il tipo di compressione e l'output ottimale.

BMP
è uno dei più utilizzati in ambiente windows (ambiente in cui è nato).
Questo formato può contenere immagini a colori con colormap (fino 8 bit per pixel) e immagini a colori senza colormap (24bit per pixel). Immagini a livelli di grigio possono essere registrate in formato BMP come immagini colormap, nella quale siano contenuti valori uguali per i colori rosso, verde e blu. I dati possono essere salvati in formato espanso oppure compresso.
E' indicato in modo particolare per immagini in cui sono presenti numorese sequenze di pixel identici e non per immagini di tipo fotografico, per la quale sono più indicati altri tipi di compressione.

CGM (COMPUTER GRAPHICS METAFILE)
è uno standard per al codifica di immagini per la grafica vettoriale e per i testi. Non è un formato per la rappresentazione di enti geometrici tridimensionali (come per es. il CAD), ma solo per la descrizione (sia formato raster che vettoriale) di viste bidimensionali.
Il formato CGM è riconosciuto da numerose applicazioni grafiche, ma per la sua relativa complessità alcuni programmi  adottano solo una parte dello standard. Può quindi capitare che un file di tipo CGM, pur conforme alle specifiche, non venga letto correttamente da un'applicazione diversa da quella che lo ha generato.

EPS (ENCAPSULATED POSTSCRIPT)
è un normale file postscript che utilizza solo un sottoinsieme delle funzioni possibili e che può contenere una rappresentazione bitmap della pagina che descrive. Un file EPS viene spesso utilizzato per rappresentare parti grafiche o illustrazioni di un documento più grande, del quale viene poi incluso. L'eventuale rappresentazione bitmap contenuta nel file EPS, utilizza come ausilio in fase di composizione delal pagine, viene ignorata dal file Postscript che lo include.

GIF (GRAPHICS INTERCHANGE FORMAT)
è un formato nato per il trasferimento di immagini sia via modem che su rete. La compressione dei dati adottata da questo formato e il modo in cui possono essere interlacciate le righe sono particolarmente indicati per la trasmissione di immagini a distanza e quindi molto adatte per il web. Il formato gif può memorizzare solo immagini  a colori colormap (8bit per pixel) e adotta il metodo di compressione LZW. Tutte le immagini sono compresse. Non è prevista la possibilità di registrare immagini gif senza comprimere i dati.

JPEG (JOINT PHOTOGRAPHIC EXPERTS GROUP)
Il jpeg è un metodo di compressione con perdita d'informazioni. Consente di registrare immagini a colori a 24 bit e immagini a livelli di grigio. E' un formato particolarmente indicato per immagini fotografiche, che contengono scene reali, senza le variazioni d'intensità di colore caratteristiche delle immagini artificiali (come disegni, in cui sono presenti contorni netti).

PNG (PORTABLE NETWORK GRAPHICS)
è di creazione più recente, e nasce con l'obiettivo di diventare uno standard per lo scambio di immagini in internet a livello più potente e più versatile. Le sue caratteristiche principali sono:
- portabilità su tutti i sistemi
- metodo di compressione senza perdita di informazioni appartenente alla famiglia LZ77
- supporta la trasparenza

RAW (dall'inglese "grezzo")
è il formato che fa riferimento all'immagine non ancora elaborata proveniente direttamente dal sensore della macchina digitale.
Il processo che genera un'immagine fotografica può essere sintetizzato in 4 passaggi.

1. Esposizione del sensore alla luce
2. TrasformazionE della lucE da parte del sensore in impulsi elettrici
3. Elaborazione del segnale
4. Memorizzazione

Se eliminiamo gli ultimi due passaggi, memorizziamo direttamente i dati grezzi (da qui il nome) dal sensore nella scheda di memoria. Essendo il file ancora "incompleto", non sarà visualizzabile direttamente come immagine ma necessiterà di un ulteriore elaborazione.
VANTAGGI:
- possibilità di impostare in fase di POST-PRODUZIONE il bilanciamento del bianco. Questa possibilità è molto utile in tutti quei casi in cui la foto è stata scattata in consizioni di luce difficile per le quali il bilanciamento del bianco risulta molto critico.
- I software più avanzati consentono di intervenire addirittura sull'esposizone della foto correggendo eventuali errori.
- Il formato RAW garantisce una definizione del colore superiore perchè molto spesso i dati sono memorizzati a 16 bit contro gli 8 bit del formato jpg. Questo significa migliore definizione delle mezzetinte e passaggi più graduali nelle sfumature.
-Maggior dettaglio nelle ombre.
SVANTAGGI:
- La dimensione del file finale ( pur risultando meno grande del corrispondente file in formato TIFF) è di gran lunga più voluminoso di quello generato usando la compressione jpg.
- Il lavoro richiesto in postproduzione per ottenere l'immagine finale è molto maggiore rispetto all'utilizzo di file jpg.
- A differenze degli altri formati di memorizzazione, il file RAW non è universale ma dipende strettamente dal sensore che lo ha generato. Per questo motivo tutte le case produttrici di macchine fotografiche digitali includono nelle confezioni pacchetti software più o meno avanzati per la conversione del file RAW in jpg o TIFF.

SVG (Scalable Vector Graphics)
Indica una tecnologia in grado di visualizzare oggetti di grafica vettoriale e, pertanto, di gestire immagini scalabili dimensionalmente. Più specificamente si tratta di un linguaggio derivato dall'XML, cioè di un'applicazione del metalinguaggio posto a base degli sviluppi del Web da parte del consorzio W3C, che si pone l'obiettivo di descrivere figure bidimensionali statiche e animate.
SVG permette di trattare tre tipi di oggetti grafici:

1. forme geometriche, cioè linee costituite da segmenti di retta e curve e aree delimitate da linee chiuse;
2.  immagini della grafica raster e immagini digitali;
3.  testi esplicativi, eventualmente cliccabili.
Gli oggetti grafici possono essere raggruppati in oggetti più comprensivi, muniti di attributi di stile e aggiunti ad oggetti grafici precedentemente costruiti e visualizzati. Il repertorio delle operazioni attuabili include trasformazioni annidate, percorsi di clipping, Canale alpha, effetti di filtro, oggetti template ed estensibilità.
Le figure espresse mediante SVG possono essere dinamiche e interattive. Agli oggetti grafici SVG si possono assegnare event handlers tratti da un ampio repertorio: due esempi dal ruolo facilmente intuibile sono onmouseover e onclick. Grazie alla compatibilità di SVG con gli altri standard per il web e grazie al mutuo supporto di questi meccanismi, si possono dotare gli elementi SVG e gli altri elementi XML di una pagina web di prestazioni come lo scripting ricavate contemporaneamente da diversi spazi di nomi.

Vania Tamburini

mercoledì 13 ottobre 2010

Ritratto: Come creare uno schizzo veloce con photoshop

Se non siete disegnatori professionisti o se siete alle prime armi con i programmi di grafica, disegnare a mano libera può richiedere tempi lunghi di elaborazione. Che succede se volete fare un ritratto e avete fretta?
E' possibile creare in maniera veloce uno schizzo partendo da una fotografia utilizzando alcuni strumenti dei programmi di fotoritocco pià noti (io ho utilizzato Photoshop CS3 ma le indicazioni vanno bene anche per Gimp, gli strumenti che utilizzo in questi pochi step sono strumenti base), vediamo come:

1- caricate la vostra immagine nel canvas e regolate le curve di regolazione (IMMAGINE>REGOLAZIONI>CURVE) in modo da aumentare il contrasto. Lo scopo di questo passaggio è ridurre il livello di dettaglio dello sfondo (opzioni utile anche quando passate una foto da scannera a computer e volete eliminare disturbi dello sfondo)

 2- Andate su FILTRO>EFFETTO FOTOCOPIA e muovete il valore di dettaglio e delle aree scure in modo da definire al meglio i contorni di volto e dei tratti del viso. Dopo l'ok togliete la Saturazione all'immagine (IMMAGINE>TOGLI SATURAZIONE) in modo da farla diventare bianco e nero.

3- Regolate i livelli (IMMAGINE>REGOLAZIONI>LIVELLI) spostando il cursore centrale verso sinistra e il primo verso destra in modo da contrastare l'immagine al meglio. Potete usare anche l'opzione Livelli Automatici per vedere se il risultato automatico vi può soddisfare.

4- Utilizzate lo strumento gomma per eliminare linee e punti che vi infastidiscono.
5- Avete creato uno schizzo. Uno schizzo non è un ritratto ma è un ottima base su cui partire per poterlo creare. Il miglior modo per utilizzarlo è quello di metterlo come livello superiore a tutti i livelli che creerete e impostate come metodo di fusione MOLTIPLICA. Utilizzate come livello di sfondo l'incarnato base...e iniziate a dipingere.


Vania Tamburini

scarica il Mini-Tutorial in formato pdf: scarica ;
altri Tutorial li trovi qui: tutorial gratuiti

martedì 12 ottobre 2010

Idea del giorno: pattern nel pattern

Crea un pattern o una texture, partendo da una "fettina" di una tua opera grafica (sia che si tratti di una foto, di un'immagine, di uno scarabocchio, di un mostro 3d).
Riportala su un nuovo file ripetendola all'infinito fino a farla diventare uno sfondo.
Applica su questo sfondo la tua immagine originale (o anche solo la "fettina").
Questa operazione di riciclo di immagini per creare nuove opere è ottima per creare manifesti e copertine originali.

Non sai come personalizzare pattern e texture in photoshop? Questo tutorial può aiutarti: pdf

Vania Tamburini

lunedì 11 ottobre 2010

Creare un personaggio

La fase pratico/creativa è sempre la più piacevole e stimolante tanto che spesso siamo portati a progettare poco e a gettarsi d'istinto sulle nostre opere d'arte.
Eppure la frase progettuale è di vitale importanza per i vostri lavori, soprattutto se questi non si limitano a restare UN'OPERA unica ma a diventare una sorta di CONTINUOS che può essere un fumetto, una saga, una sequenza di lavori, un portfolio a tema.
Anche l'artista più emotivo/istintivo potrebbe desiderare di portare avanti un'idea nel tempo creando una serie di opere legate all'idea stessa.

La parte progettuale è forse la parte più difficile, forse perchè è difficilmente insegnabile, consigliabile, specificabile. Si progetta e basta.
Ci sono comunque delle sottilità che si possono tener presenti durante la fase di progettazione di un'opera.
Per esempio se ciò che vogliamo creare è un personaggio con una storia che si evolverà in più opere grafiche teniamo conto che:
- se vogliamo creare un personaggio simpatico: facciotta tonda, occhioni grandi e invitanti, forme organiche aiutano il pubblico ad identificarsi positivamente al soggetto;
- se vogliamo creare un personaggio cattivo/nemico: occhi piccoli, viso squadrato, tratti facciali rudi e spigolosi aiutano il pubblico ad essere diffidenti nei confronti del soggetto;
- i personaggi caratterialmente multidimensionali sono più apprezzati: ovvero un docilissimo e tenerissimo animaletto sarà più interessante se avrà anche un lato feroce; viceversa personaggi cattivi e spietati possono avere una vena poetica nascosta ed essere così più divertenti;
- Animato o non animato: se si tratta di un'animazione è importante studiare attentamente le effettive mosse comportamentali animali/umane; ma questa regola è ottima da seguire anche per soggetti statici, studiare espressioni, movimenti, vizi della realtà che ci circonda rende più ricchi i nostri soggetti sia essi siano fumettosi sia opere vinciniane;
- Se il personaggio dovrà ripresentarsi in più opere nel tempo è importante che esso sia semplice da riprodurre e in fase di progettazione è importante prevedere diverse pose, mosse, espressioni in contesti diversi;
- Valutare il fatto che i personaggi più riusciti sono spesso delle semplicissime sagome. Questo accade perchè forme semplici sono immediatamente riconoscibili e risultano più familiari (un esempio??? simons cat );
- Se opti per il semplice non dimenticare di aggiungere un particolare significativo al tuo personaggio per renderlo unico (un'acconciatura unica, un neo dalla forma particolare, un oggetto che si porta sempre appresso, un abbigliamento insolito...);
- La postura del corpo è fondamentale per determinare se il tuo personaggio è un bullo imbranato, un bimbo goffo, un'uomo aggressivo, un micino tenero ...
- Estremizzare alcuni tratti rende il vostro personaggio davvero curioso e invitante. Potete quindi esagerare con il naso, gli occhi o creare piedoni o bocche colossali...importante è scegliere un solo elemento da ingrandire e lasciare gli altri in formato standard, per evitare confusione;
- Prima di inventarvi il futuro, che può già essere più o meno nella vostra mente, inventate il passato del vostro personaggio. Mentalmente creategli una storia in modo da dargli una personalità definita, una vita definita per permettere alle vostre opere future di essere coerenti con l'idea;
- La familiarizzazione con un personaggio la si ha anche se esso rappresenta qualcuno di realmente vissuto, oppure cose, fatte eventi reali appartenenti al mondo e alle nostre vite quotidiane.

Altro piccolo consiglio, prima di iniziare a mettere mano sul computer (se siete grafici digitali) disegnate a mano su carta il vostro personaggio con schizzi e bozze fino a quando non vi sarà entrato talmente tanto nella testa da non poterlo più graficamente confondere, cambiare o sbagliare. Prendete tutto il tempo che vi occorre per progettarlo per bene, ma fate entrare la progettazione nella vostra quotidianità, anche solo scrivendo un'idea o aggiungendo un particolare.

spero di essere stata utile
Vania Tamburini

Digital Art: Famale


Viaggi psicopersonali di Vania.

Vania Tamburini

venerdì 8 ottobre 2010

Idea del giorno: mettere a fuoco il LONTANO.

ME vista da Alan Tamburini
Elementi sfuocati in primo piano attirano l'occhio DENTRO all'immagine. Per un artista catturare DENTRO il proprio osservatore è uno degli obiettivi più stimolanti.
Provate a rendere sfuocato il primo piano della vostra opera grafica e a rendere molto definito ciò che stà nel fondo.
Per esempio: andate in una piazza affollata, appoggiate a terra la vostra macchina fotografica e mettete a fuoco una lontana panchina solitaria o un soggetto non centrale.

Vania Tamburini.

giovedì 7 ottobre 2010

Consigli fotoGRAFICI

Il ritocco fotografico e la postproduzione saranno più semplici e veloci se in fase di produzione dell'immagine digitale, e quindi durante la scelta dei soggetti e durante lo scatto, ci si adegua ad alcuni piccoli trucchetti quali:
- lasciare un pò più di spazio intorno al soggetto principale: a tagliare c'è sempre tempo, ad aggiungere no.
- se si hanno dubbi sull'esposizione meglio restare più scuri perchè gli strumenti di fotoritocco sono più "bravi" a schiarire che a inscurire la fotografia.
- se si può scegliere il formato digitale con cui scattare l'immagine meglio farla in RAW.
- quando si fa uno scatto su un soggetto in totale è bene fare una sequenza di scatti anche dei particolari del soggetto ripresi dalla stessa posizione. Questo perchè in postproduzione può risultare utile aggiungere trame e pattern prendendole dai particolari del soggetto fotografato. Per esempio se fotografiamo una fila di alberi all'orizzonte, può essere utile mostrare la trama del loro fogliame. Se la macchina fotografica o il tempo atmosferico non hanno già reso da sè nello scatto totale la trama...la si può inserire con un Timbro clone prendendola dalla foto del particolare dello stesso albero.
- finito il fotoritocco manteniamo in archivio il file PSD con i livelli distinti. Questo perchè in fase di stampa ci si può accorgere di dover fare ritocchi sui ritocchi, oppure per eventuali lavori futuri sulla stessa immagine (può essere comodo per esempio aver già un ritaglio o uno scontorno già eseguito degli oggetti).
- se prima di scattare siete a conoscenza dell'utilizzo finale della vostra fotografia, aiutate la vostra post produzione. Per esempio se sapete che il vostro soggetto andrà scontornato e separato dallo sfondo, utilizzate uno sfondo bianco (o almeno a tinta unita) per facilitare questa operazione in fase di ritocco. Se lo sfondo in questione dovrà essere ancora fotografato potete già regolarvi sulle luci e sull'esposizione cercando di renderle già abbastanza compatibili.

Vania Tamburini

mercoledì 6 ottobre 2010

The scientist 2010 - programma

Se siete appassionati di Arte di Video Arte non potete mancare a:

THE SCIENTIST
IV Edizione Festival Internazionale di VideoArte

Trattasi  di un festival alternativo che si tiene tutti gli anni nella città di Ferrara e che è volto a  raccogliere  video originali  da tutto il mondo per metterli davanti agli occhi di un pubblico che ha una certa dose di sensibilità artistica e fame di arte visiva.
Se ritenete di appartenere a questo pubblico le date della rappresentazione sono:

8-9-10 ottobre 2010, c/o la Sala Estense in Piazza Municipio, 3 (Fe)


per vedere sapere quali sono i video selezionati per questa edizione:

l'ingresso è gratuito.

Vania Tamburini

Illustrazione sottosopra

Leonardo da Vinci guardava i propri ritratti riflessi allo specchio per scovarne errori che all'occhio "frontale" non si notano.

Utilizziamo la stessa tecnica anche digitalmente per scovare non solo errori ma per avere nuove idee creative sull'opera grafica che stiamo eseguendo.
Prendete la vostra immagine, ruotatela di 180°, riflettetela verticalmente, orizzontalmente...

Crearsi nuovi punti di vista attiva il genio!!!


Vania Tamburini

martedì 5 ottobre 2010

Concentrarsi sull'INASPETTATO per creare l'INSPERATO

Anzichè rendere protagonisti della tua opera grafica, gli elementi più ovvi, sposta l'attenzione su quelli inaspettati.
Divertiti a creare una vera e propria storia figurativa sui soggetti lontani dal primo piano oppure estremamente in primo piano (esempio il dettaglio di una goccia di rugiada su un fiore; la cravatta di un giocatore di scacchi mentre fa la mossa finale...).

cerchi foto libere da copyright o spunti per le tue? Scarica gratuitamente da qui: http://www.ombreinluce.it/fotofree.php

Vania Tamburini

venerdì 1 ottobre 2010

Photoshop: come personalizzare i tuoi pennelli

Se sei un'appassionato di digital art o semplicemente un disegnatore saltuario che scarabocchia con Photoshop non ignorare le seguenti (purtroppo poco sponsorizzate) funzioni:

- Provare un sacco di pennelli fra quelli predefiniti proposti, in modo da poter valutare sempre quali utilizzare in diverse situazioni;
- Se non usate pennelli a punta tonda, provate ad utilizzare l'opzione di modifica di rotazione del pennello per creare sofisticati effetti;
- Organizzate i pennelli creando diverse librerie che ne contengano differenti tipologie in base al lavoro che dovete eseguire, per esempio io ne ho una per i ritratti, una per i paesaggi e una per lavori di fotoritocco...;
- Il cursore del pennello standard è utile per vedere dimensione e forma della pennellata che stiamo per dare; ma per lavori di precisione potrebbe rendersi più utile il mirino. Tenete premuto il tasto Maiusc per passare da una modalità di visualizzazione cursore all'altra;
- Utilizza la funzione Definisci Pennello per creare pennelli dalle forme più insolite e uniche.
Se vuoi provare a fare un'opera grafica con queste indicazioni scarica gratuitamente il tutorial: PDF.

Vania Tamburini